Michela Aimonetto:”A Casa dello zio”

Invece di proporre il solito articolo di cronaca scolastica vorrei farvi leggere un racconto che ho scritto nell’ambito del percorso  di antologia: SCRIVERE RACCONTI

A CASA DELLO ZIO

Jack e Pamela erano due fratelli di 9 e 12 anni che abitavano in una casetta nella periferia di Londra.
Un giorno i loro genitori decisero che quel week-end sarebbero andati a fare una gita in montagna e che quindi avrebbero lasciato i bambini dal vecchio zio Edward che viveva in una casa isolata nel bosco che circondava la loro città. I due fratelli erano un po’ impauriti al pensiero di passare l’intero fine settimana con lo zio che in tutta la loro vita avevano visto solo tre o quattro volte. Angela, la loro madre, aveva già provato in passato ad invitare il vecchio zio a trascorrere qualche giorno con loro ma lui aveva sempre rifiutato senza mai dare una motivazione.
Appena Jack e Pamela arrivarono alla casa nel bosco Edward li accolse calorosamente con una torta appena sfornata. Gli fece anche visitare l’enorme villa e poi per il resto della giornata giocarono tutti insieme a pallone nel giardino. Dopo aver mangiato cena, prima di andare e letto, lo zio si fece un po’ più scuro e misterioso e raccomandò ai bambini di chiudersi a chiave in camera quella notte e di non uscire per nessun motivo.I due fratelli andarono a dormire e fecero come aveva detto lo zio. Erano già addormentati quando dalla camera dello zio sentirono provenire degli strani rumori. Si svegliarono di soprassalto ma siccome i rumori cessarono quasi subito poco dopo si riaddormentarono. Il giorno dopo Jack e Pamela chiesero spiegazioni allo zio che però disse di non aver sentito niente. Quel giorno li portò al lago per insegnargli a pescare cosa che li interessò moltissimo. Quella sera Edward ribadì ai bambini la raccomandazione che aveva fatto il giorno prima e loro di nuovo gli ubbidirono. La notte sentirono nuovamente quegli strani rumori ancora più forti e spaventosi della prima volta.
Il giorno dopo lo zio disse un’altra volta di non aver sentito niente e li portò al Luna Park dove salirono su tutte le giostre divertendosi parecchio. La sera non si fecero neanche ripetere dallo zio che dovevano chiudersi a chiave, ma lo fecero automaticamente. Quella notte i lamenti erano veramente fortissimi e sembrava non dovessero più smettere. Allora Pamela, determinata a capire cosa ci fosse dietro quei rumori, cercò di convincere Jack a seguirla fuori dalla stanza. Alla fine il fratellino si lasciò convincere e seguì la sorella nel corridoio; avevano entrambi il batticuore e mentre si avvicinavano alla camera dello zio, da cui provenivano i rumori, sentivano un tanfo invadere l’aria che era diventata quasi irrespirabile.Quando si affacciarono alla camera di Edward videro una strana creatura simile ad un licantropo appollaiato sul davanzale della finestra che ululava alla luna. Jack si fece scappare un urlo così la creatura si accorse della loro presenza, e con un balzo raggiunse il centro della stanza pronta ad assalirli. I due fratelli impauriti si precipitarono nella loro stanza e chiusero a chiave la porta dietro di loro.Terrorizzati sentirono il licantropo abbattersi contro la porta nel tentativo di sfondarla e videro i suoi lunghi artigli trapassare il legno. Proprio in quel momento dalla finestra si videro le prime luci dell’alba, e quando il sole sorse da dietro le montagne i colpi alla porta cessarono. Si fecero così coraggio l’un l’altra e sbirciarono fuori dalla stanza; con loro grande sorpresa videro il vecchio zio accasciato a terra tutto ansimante.
Lo aiutarono ad alzarsi e lo fecero sedere sul divano del salotto aspettando che si riprendesse per domandargli che cosa fosse accaduto. Piu’ tardi, quando riacquistò i sensi, iniziò a raccontare: disse loro che fin da quando era bambino la notte si trasformava in un licantropo e che era riuscito a mantenere il segreto andando a vivere in quella casa nel bosco. I fratelli allora capirono perché aveva tanto insistito per farli chiudere nella loro camera e anche perchè in tutti quegli anni non era mai andato a trovarli; lo zio era una brava persona e non voleva spaventare nessuno. Così Jack e Pamela gli promisero che non avrebbero rivelato a nessuno il suo segreto e soprattutto che sarebbero tornati altre volte a trovarlo assicurandogli però che di notte non sarebbero più usciti dalla loro camera.

Michela  Aimonetto

Scrivi un commento