SPUNTI DI RIFLESSIONE

Dal libro di Annibale Salsa presentato a Casa Gran Paradiso nell’estate 2008

“IL TRAMONTO DELLE IDENTITA’ TRADIZIONALI”

Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi

Annibale Salsa Ed. Priuli e Verlucca

“Le identità sono vestiti da indossare e mostrare, non da mettere da parte e tenere al sicuro” (Z. Bauman)

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“Qual’è dunque la vera sfida per la montagna?Nella società odierna, la sfida passa attraverso la capacità di coniugare tradizione e modernizzazione, salvando l’efficacia simbolica di taluni dispositivi del passato ed innestandola nell’orizzonte della nuova razionalità programmatica e pianificatoria.

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Che cos’è, infatti, la qualità della vita se non l’appaesamento consapevole, ovvero il riconoscimento attivo ed accettato del proprio luogo di residenza ?

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Il complesso di subalternità nei confronti della civiltà urbana opera come un tarlo che rode l’animo dei valligiani e soffoca ogni anelito di riscatto.

Il pessimismo esistenziale pervade le comunità alpine (specialmente quelle più chiuse ed emarginate, spesso autorecluse) celandosi dietro diverse spoglie: nel masochistico senso di appartenenza a un mondo in via di estinzione, nell’antico fatalismo montanaro trasformato in moderno nichilismo,nel vecchio e saggio senso del limite reinterpretato come sintomo di impotenza.Questi sentimenti variamente intrecciati generano un cortocircuito di atteggiamenti negativi quali la diffidenza, il settarismo, l’avidità, l’indifferenza, la non accoglienza tipiche difese di chi ha scelto di vivere in trincea anche se la guerra è ormai finita da tempo o guerra non c’è mai stata.

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Forse i montanari, soprattutto giovani, avvertono il bisogno inconscio di una nuova mitologia che riesca a riattivare le emozioni e favorisca le ragioni di senso per una vita dignitosa.

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Il nuovo mito delle Alpi, dove dovranno convivere concretezza e utopia, principio di realtà e principio di piacere, dovrà sempre di più guardare a tutto lo spazio alpino nazionale e trans-nazionale contrassegnato dagli stessi problemi vitali, ricco di diversità culturali e linguistiche, di identità differenti ma complementari.

Dovranno essere rimosse tutte le forme di subalternità al mondo della pianura che nelle Alpi ha visto, troppo spesso, il serbatoio di risorse umane e merceologiche cui attingere gratuitamente (acqua, aria,terreno…)…………

Sarà forse la rivoluzione tecnologica a far uscire lo spazio alpino dal mortale isolamento e ad inserirlo nel circuito del mondo, senza espellerlo dai propri confini che dovranno essere sempre più simbolici e sempre meno reali………

……assistiamo all’affacciarsi di una prorompente voglia di comunità, che si traduce in nuovi bisogni di appaesamento territoriale, di elaborazione del lutto nei confronti della natura e della terra perdute.

Il ritorno alla montagna per restare, per costruire nuovi stili di vita che pongono al riparo dalla cultura della fretta, può diventare una prospettiva concreta e percorribile per le nuove generazioni

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Segnali ed esempi di una nuova percezione del vivere e lavorare in montagna cominciano a pervenire da realtà geografiche che hanno saputo creare occasioni di interesse in tale direzione.

I tempi attuali concedono ben poco alla tradizione, se non in termini folkloristici.

Il problema centrale,….,è semmai quello di ri-funzionalizzare in forma aggiornata alcune pratiche antiche.

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Fenomeni ormai diffusi come il neo-ruralismo hanno contribuito a creare nuovi posti di lavoro dignitosi….

La nascita di nuove professioni legate alle nuove tecnologie(telematica, informatica) e ai nuovi bisogni (produzioni bio di nicchia,esigenzediffuse di qualità ambientale, forme alternative di turismo rispetto alla monocultura dello sci sempre più penalizzata dal clima) lasciano ben sperare in una inversione di tendenza.”

1 Commento a “SPUNTI DI RIFLESSIONE”

  1. radio scrive:

    grazie per il post e per le citazioni dell’interessante testo di Annibale Salsa, sempre lucido nelle analisi, volevo venire alla presentazione ma non ce l’ho fatta….
    avete anche qualche citazione dal libro di Grandi presentato a Rivarolo “lassù i primi”? (ho mancato anche quella presentazione)
    un saluto cordiale franco g. ferrero

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